Il prestito tra privati, noto anche come social lending, sembra avviato verso la maturità. Se in Cina il settore ha dato praticamente vita ad una bolla che è scoppiata con esiti disastrosi per molti di coloro che avevano investito i loro soldi in una piattaforma, in Italia sembra che invece le cose siano destinate ad andare in maniera molto diversa. Anche per effetto di una certa chiusura del credito tradizionale la quale sta spingendo molti consumatori, in particolare quelli più dinamici e propensi all’utilizzo delle nuove tecnologie, verso i prestiti peer-to-peer.

Una sensazione condivisa da Deloitte, la quale non ha esitato ad affermare come il 2019 dovrebbe essere un vero e proprio anno di svolta per i prestiti tra privati. Nel corso di quest’anno, infatti, dovrebbe essere operata una selezione tra i soggetti che operano nel

Gli ultimi dati resi noti da Istat, hanno confermato il momento complicato del nostro Paese per quanto riguarda il lavoro. Se infatti i disoccupati sono rimasti su livelli stabili rispetto allo stesso periodo del 2018, c’è appunto da registrare il fatto che il loro numero rimanga su percentuali a doppia cifra, lasciando fuori dal mercato del lavoro milioni di persone che quindi possono sperare solo nel Reddito di Cittadinanza, per cercare di non vedere azzerata la loro propensione al consumo.

Altro dato negativo messo in mostra dalle statistiche è poi quello relativo al livello della disoccupazione giovanile, che si attesta al 31,4%, con un aumento di quasi un punto percentuale. Solo Spagna e Grecia vantano indici di disoccupazione così elevati nell’area euro.

 

I prestiti per giovani

 

In considerazione dei dati Istat, assume sempre maggiore

Per chi è un cattivo pagatore oppure rientra nella categoria dei protestati, ottenere un prestito non è facile, anzi. Proprio per questo motivo milioni di italiani che sono incappati in qualche disavventura con il sistema creditizio e non riescono a trovare ascolto nella loro ricerca di liquidità aggiuntiva sono costantemente alla ricerca di soluzioni alla loro portata. Il problema è che queste persone non posseggono il necessario merito creditizio, ovvero proprio a causa di quanto accaduto in precedenza vengono accuratamente evitati da un sistema ancora alle prese con i gravi problemi derivanti dal mancato ripianamento di molti prestiti contratti proprio negli anni in cui la situazione economica era in fase di costante deterioramento. Per loro diventa quindi obbligatorio cercare strade più contorte e che, alla fine, possono anche rivelarsi notevolmente più rischiose. Tra le possibili opzioni in

Quando si deve aprire un conto corrente, occorre cercare di capire quali tra le proposte del sistema bancario siano in grado di assicurare reale convenienza al consumatore. Ormai da tempo, infatti, nel nostro Paese si levano le voci critiche degli utenti a causa di costi di gestione troppo elevati, che come al solito pongono l’Italia largamente sopra la media continentale. Basti pensare che è da poco stato pubblicato un rapporto della Banca d’Italia sui costi dei conti corrente, in cui gli analisti  hanno sottolineato come nel corso degli ultimi anni la spesa per la gestione di un conto “standard” abbia fatto registrare un aumento del 6,5%. Un dato che addirittura peggiora nel corso degli ultimi tre mesi presi sotto esame, in cui la crescita è stata nell’ordine del 3,7%.

 

Il problema dei costi nascosti

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Nel corso del primo trimestre del 2019, in Italia si è registrato un calo abbastanza deciso delle richieste di mutui e surroghe, con una flessione di poco inferiore all’8%. A rivelarlo è stata l’analisi del patrimonio informativo di Eurisc, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF cui è affidato il compito di raccogliere i dati relativi a oltre 85 milioni di posizioni creditizie.

Una flessione cui si accompagna invece il dato interessante relativo alla crescita delle richieste relative ad abitazioni green, ovvero quelle ad elevata prestazione energetica o per ristrutturazioni le quali implicano un upgrade di classe energetica. Un orientamento che potrebbe costituire una buona occasione per il sistema bancario, in un momento in cui l’economia ancora stenta a decollare dopo gli anni della crisi.

 

Il mutuo è meglio online?

 

Anche per i mutui, il

Per chi ha riportato un protesto, riuscire ad ottenere un conto corrente o un prestito presso una banca del nostro Paese può rivelarsi molto complicato. Gli istituti bancari, infatti, in molti casi preferiscono non intrattenere rapporti con persone le quali sono con tutta evidenza considerate inaffidabili da un punto di vista creditizio.

La domanda che si pongono i tanti protestati che purtroppo caratterizzano il nostro Paese, un vero e proprio esercito che ha visto le sue file ingrossarsi soprattutto negli anni della crisi economica, è la seguente: esistono alternative al conto corrente classico per i protestati? La risposta è senz’altro positiva e per cercare di capire meglio la questione, il nostro consiglio è quello di dare vita ad una rapida ricognizione sul web, ove sono sempre di più i siti dedicati al tema. Molto spesso si tratta di

Sono molte le tipologie di prestito offerte dal mercato economico. Possono essere contratte con istituti finanziari privati o pubblici. La varietà di offerte per ottenere un finanziamento serve per poter rispondere alla diversità di clienti, che dal punto di vista economico hanno le caratteristiche più varie. Un lavoratore autonomo o libero professionista ha infatti caratteristiche molto diverse da quelle che può invece avere, per esempio, un lavoratore dipendente. Chi ha aperto una partita IVA, ha esigenze e necessità spesso diametralmente diverse da altre tipologie di lavoratori. Per questo motivo l’offerta economica è variegata e tenta di soddisfare il maggior numero possibile di parti in causa. c’è infatti una categoria che da qualche anno, grazie alla tendenza progressista del sistema economico, può godere di finanziamento ad hoc che gli permettono dunque di essere tutelata e di avere la totale possibilità di